Settembre 30 2019 0Comment

“Lo strano caso” della ritraduzione dei classici

Oggi la rubrica #traduzioneacolazione sprizza torinesità da tutti i pori: la foto della colazione è stata scattata da @gelatipepino; il libro da cui prendiamo spunto è stato tradotto da Fruttero (torinese) e Lucentini; la citazione è presa dal saggio “Sul tradurre” della Basso, torinese doc. Veniamo dunque al tema di oggi: la ri-traduzione dei classici. Perché far rivivere romanzi già tradotti? Perché la lingua muta, ed è quindi necessario “svecchiare” il linguaggio e renderlo più fruibile ai lettori odierni, soprattutto alle nuove generazioni, che già leggono poco o nulla, figurarsi un libro dell’800. Ma come si affronta una ri-traduzione? C’è chi preferisce muoversi in autonomia e chi, come la Basso e gli stessi Fruttero e Lucentini, si procura un buon numero di traduzioni precedenti e le usa come base di partenza, imponendosi di sfuggire alla “doppia tentazione” di volersi distinguere a ogni costo da un lato, e di accogliere “passivamente il lavoro già svolto” dall’altro. Fruttero e Lucentini hanno evitato questa seconda trappola fin dall’incipit de “Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde”, che è “Mr. Utterson the lawyer was a man of a rugged countenance […] scanty and embarrassed in discourse;”. Per “the lawyer”, le traduzioni verso l’italiano a disposizione dei due scrittori (ben otto) riportavano tutte il termine “avvocato”. Strano, però, che un avvocato sia “impacciato nel parlare” e che si occupi di testamenti e trasferimenti di proprietà, più affini a un notaio. E infatti, in una traduzione verso il francese, i nostri trovano “Mr. Utterson, le notaire”. Il problema è che, come fanno notare gli stessi Fruttero e Lucentini, “la specifica professione di notaio non esiste nei paesi anglosassoni”. Come risolverla, allora? Con il più neutro “legale”. Questa è solo una delle 98 note riportate alla fine della ri-traduzione, e vi assicuriamo che sono una più interessante dell’altra.
Vi lasciamo con una curiosità: lo sapevate che esiste una rassegna marchigiana chiamata Bookmarchs (@bookmarchs) in cui i libri vengono presentati dai loro traduttori, e che quest’anno il tema è stato proprio la ri-traduzione dei grandi classici?

Avatar

admin