La traduttrice del silenzio

La nuova stagione di #traduzioneacolazione si apre con un testo di narrativa dalla trama coinvolgente: La traduttrice del silenzio di Valentina Cagnazzo, edito da IoScrittore nel 2026.

Gemma De Angelis fa un lavoro invisibile come lei: traduce dialoghi di film e serie TV per conto di un collega che ci mette il nome. Vive sola a Roma, in un appartamento che si sgretola come le sue ambizioni, schiacciata tra scadenze, lavoretti sottopagati e le visite a Frascati dai genitori. Tutto cambia quando si imbatte in Misión, un romanzo spagnolo che racconta il ritrovamento in una fossa comune di dieci corpi fucilati durante la Guerra Civile. Quelle pagine crude e spoglie le aprono una finestra su un passato di violenza e dignità, di vite spezzate e memorie dimenticate. Gemma decide di tradurre quel libro, e questa scelta la porta a Toledo, dove incontra Pilar, l’archeologa che ha diretto gli scavi, e Raúl, un giornalista il cui dolore familiare si intreccia con quella storia sepolta. Tra fotografie sbiadite, bugie e racconti di famiglie che da decenni aspettano una risposta, Gemma scoprirà che la memoria non è solo un esercizio intellettuale, ma un ponte tra generazioni, un modo per dare voce a chi è stato dimenticato. E immergersi in quella vicenda lontana le offrirà anche una nuova prospettiva: quella di una rinascita possibile, basata sulla determinazione di chi non si arrende. Un romanzo sulla ricerca di un’identità, sul coraggio di affrontare il passato e sulla forza necessaria per costruire un futuro, anche quando tutto sembra incerto.

Un romanzo in cui la traduzione diventa il motore della trama e una potente metafora del rapporto tra memoria, identità e ricerca della verità.

La traduzione tra invisibilità e mediazione tra lingue, culture e significati

La protagonista, Gemma De Angelis, è una traduttrice audiovisiva che resta perennemente nell’ombra, barcamenandosi tra le scadenze, i lavori sottopagati e la sensazione di non essere realmente vista né valorizzata, vivendo una condizione di precarietà economica, alle prese con la difficoltà di costruire una carriera stabile e il desiderio di trovare un progetto che abbia un significato autentico. Sì perché quello che emerge dal romanzo è che tradurre non costituisce soltanto una competenza tecnica, ma rappresenta anche un’attività che coinvolge profondamente la persona che la esercita.

La svolta narrativa arriva quando Gemma si imbatte in Misión, e colpita dalla forza del testo, decide di tradurlo. Da quel momento in poi viviamo insieme alla protagonista ogni risvolto del rapporto fra traduttore e opera e fra traduttore e autore.

Chi traduce sa che alcuni testi restano semplici incarichi professionali, mentre altri diventano esperienze che lasciano il segno. Gemma non si limita a tradurre Misión: ne viene coinvolta fino al punto di attraversare confini geografici e personali per comprenderlo appieno.

In questo senso, la traduzione emerge prepotentemente come un processo di ricerca. Per restituire una storia, bisogna prima comprenderla nel profondo. Per comprendere una voce, bisogna ascoltare chi l’ha generata. E nell’istante in cui Gemma acquisisce questa consapevolezza, il suo lavoro supera il semplice piano linguistico. La protagonista non si limiterà più a tradurre parole, ma cercherà di decifrare testimonianze, emozioni, silenzi e ricordi spesso traumatici.

La traduttrice del silenzio offre una rappresentazione dinamica della nostra professione. Chi traduce non è una figura neutrale, ma viene dipinto come qualcuno che costruisce ponti tra mondi diversi e contribuisce alla trasmissione della memoria collettiva, che altrimenti rischia di andare perduta e di rimanere nell’oblio, come le vittime dimenticate della Guerra Civile spagnola.

Gemma traduce il silenzio restituendo voce a persone, eventi e storie rimasti ai margini, e in questa prospettiva, la traduzione diventa responsabilità verso l’altro e verso il passato.

Siamo sicuri che la penna di Valentina Cagnazzo riuscirà a rapirvi, com’è successo a noi, perciò vi auguriamo Buona lettura tutta d’un fiato!