fbpx

Il nostro per-corso di adattamento dialoghi per la TV

WIP DOC è stato il primo corso che abbiamo proposto come agenzia specializzata in traduzioni audiovisive. Siamo partiti in sordina, molto in sordina, in una stanza di otto metri quadrati in cui potevamo accogliere al massimo tre persone per volta. Non eravamo attrezzati e, a ripensarci adesso, chi ha seguito quei corsi deve aver concluso che, in fatto di organizzazione, ci fosse ampio margine di miglioramento.

“Nessuno ci darà credito”

All’inizio ci chiedevamo chi mai avrebbe potuto darci credito, perché non eravamo ancora una realtà conosciuta. Sui social avevamo un seguito sparuto, quindi ci facevamo pubblicità disseminando di volantini le Università di Torino e chiedendo ad amici e conoscenti di fare un po’ di passaparola. Per un mesetto, in fasce orarie improbabili, il nostro nome è risuonato in una radio locale per ben 30 secondi al giorno. Per un po’ è stato il nulla cosmico ed eravamo sul punto di abbandonare l’idea, poi di punto in bianco sono arrivate le prime iscrizioni. Finalmente avremmo avuto l’occasione di far conoscere il nostro mestiere dando anche ad altre persone gli strumenti per intraprenderlo. Facendo qualche ricerca ci eravamo resi conto che di corsi simili ce n’erano pochissimi, perciò avevamo individuato una nicchia in cui inserirci. Avevamo seguito diversi tirocinanti e li avevamo formati personalmente, e di conseguenza ci sentivamo in grado di trasmettere ciò che sapevamo fare, pur con tutti i dubbi che può avere chi si lancia per la prima volta in un nuovo progetto.

Chi la dura la vince

Questo succedeva nel 2012. Oggi quel corso è il nostro fiore all’occhiello, ed è il più frequentato. Nel 2019, dopo una collaborazione con gli amici di Abbey School, che per un paio di anni hanno ospitato WIP DOC nella loro sede dandoci una mano anche a pubblicizzarlo, lo abbiamo trasformato in un corso online perché le richieste erano tante, ma le possibilità di spostarsi per venire a seguirlo a Torino poche.

Raggiungere l’obiettivo non è stato facile, perché, per forza di cose, il programma non poteva essere lo stesso del corso in presenza: ci siamo messi a tavolino, abbiamo investito giornate intere per studiare soluzioni convincenti, ci siamo trovati d’accordo su alcune cose e scornati su altre, ma soprattutto, ci siamo chiesti che cosa avremmo potuto offrire di diverso rispetto ad altri corsi online. La risposta è stata: la pratica. “Facciamo vedere come traduciamo e adattiamo, facciamo esercitare le persone, mostriamo come proviamo le battute perché le lunghezze in sala non creino problemi”. Se per le lezioni teoriche ci siamo affidati praticamente subito a Zoom, per le lezioni pratiche la scelta è stata tutt’altro che semplice. Abbiamo testato un miliardo di piattaforme diverse coinvolgendo amici e parenti per capire se, trasmettendo in diretta su YouTube, le lezioni pratiche si vedevano e si sentivano bene. Il riscontro era positivo, ma a noi mancava qualcosa: eravamo abituati a interagire dal vivo con le persone iscritte, invece durante le dirette non riuscivamo a vedere nessuno, e parlare per un’ora e mezza a uno schermo era frustrante. Quando da professionista provi a trasmettere quello che sai fare, vuoi osservare l’espressione di chi ti ascolta, vuoi vedere qual è la sua reazione, perché altrimenti non capisci se ciò che stai dicendo arriva o no, e se arriva nel modo più chiaro possibile.

A volte basta solo cambiare strategia

Per le prime due edizioni abbiamo alternato le lezioni di teoria su Zoom a quelle pratiche su YouTube, ma nel frattempo abbiamo continuato a cercare soluzioni migliori, e alla fine abbiamo deciso di cambiare del tutto strategia: per le lezioni pratiche avremmo registrato tre videolezioni da seguire offline, ognuna dedicata a una tipologia di prodotto audiovisivo diverso. Avremmo mostrato passo dopo passo l’inserimento dei timecode e delle indicazioni tecniche, e spiegato quali strategie mettere in atto quando si traduce e si adatta.

E così, da quel lontano “Nessuno ci darà credito”, siamo orami giunti con orgoglio alla settima edizione di WIP DOC ONLINE.

Il corso in breve

Si tratta di un corso base che vi permette di affacciarvi al mondo dell’adattamento dialoghi muovendo i primi passi nel settore. C’è la teoria, certo, ma lo spazio maggiore è dedicato alla pratica e al confronto. Vi facciamo esercitare su prodotti audiovisivi su cui noi stessi abbiamo lavorato in passato, correggiamo le vostre esercitazioni dandovi un feedback mirato e personalizzato, e inoltre vi chiediamo di mettervi in discussione confrontando le vostre soluzioni traduttive con quelle delle altre persone iscritte durante lezioni online in cui cerchiamo di stimolare un dialogo costruttivo. Noi abbiamo ideato il corso al meglio delle nostre possibilità, e finora chi lo ha seguito lo ha trovato utile e pieno di spunti e, cosa fondamentale per noi, ci ha dato anche preziosi suggerimenti per migliorare sempre di più l’offerta.