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Il traduttore e l’importanza della contestualizzazione

Oggi la rubrica #traduzioneacolazione di @wip_traduzioni si tinge di rosa perché faremo un’incursione nel mondo di @chicklit.italia e dei suoi #bookstaconsigli. Che c’entra? Direte voi. Ora ci arrivo. Lea è un’attrice appassionata di chick-lit con una laurea in ingegneria informatica e un master in SMM. Sul suo profilo Instagram, tra un review party e un giveaway, ha lanciato una rubrica in cui dispensa ottimi consigli tramite i suoi freebie a bookblogger, aspiranti bookstagrammer e non solo. Qualcuno dei termini che avete appena letto vi è nuovo? Anche a me all’inizio, ma il glossario che Lea ha stilato per rendere accessibile l’”instagrammese”alla sua community ha chiarito i miei dubbi. Pensare che quando vedevo l’acronimo E.R. visualizzavo George Clooney in camice bianco, invece ho scoperto che sul social dei cuoricini sta per Engagement Rate… Eh sì, i tempi cambiano e, finché è viva, una lingua cambia con essi perciò un traduttore deve tenersi aggiornato sulle ultime tendenze.
Molti dei termini presenti nel glossario di Lea sono in inglese e avrebbero anche una traduzione, tuttavia su Instagram nessuno conterebbe mai i “seguaci”. Un traduttore deve contestualizzare i vocaboli che incontra, non basta la traduzione, occorre anche capire il concetto a cui si riferiscono e l’uso che se ne fa in un determinato settore. Nella tecnologia e nel digitale l’inglese vince a mani basse, quindi spesso non occorre un traducente, questo però non significa che, per non rischiare cantonate, non sia necessario sapere che cosa si intenda ad esempio con “tap” in un testo sull’ultimo modello di smartphone. Citando Marella Magris (allego l’intervista) “un buon traduttore deve essere consapevole della complessità degli aspetti terminologici e del reale comportamento dei termini…”, per questo può aiutarsi con dizionari specialisti, database terminologici come IATE (Interactive Terminology for Europe) o glossari, verificando poi i risultati delle ricerche nella letteratura specifica di riferimento.

 

Grazie a Ilenia Gradinello, che ha scritto per noi questo articolo.