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“Sul tradurre”, il bellissimo saggio di Susanna Basso

Oggi per la rubrica #traduzioneacolazione useremo come spunto il saggio “Sul tradurre”, scritto da Susanna Basso. La Basso è una delle traduttrici italiane più brave in circolazione e, a parer nostro, è anche un’ottima scrittrice, perché questo suo libro sulla traduzione scorre che è una meraviglia, dando voce a riflessioni che bene o male tutti i traduttori fanno, ma che pochi saprebbero riportare in modo puntuale come ha fatto lei, costruendo frasi di grande bellezza sintattica che non girano intorno alle questioni ma vanno dritte al punto.

Al di là dei tanti spunti che il suo interessantissimo saggio offre, ciò che colpisce è l’umiltà con cui una traduttrice del suo calibro si mette a nudo: nel capitolo “La menzogna e il traduttore” cita le tredici “tendenze deformanti” che caratterizzano il mentire della traduzione secondo Antoine Berman e confessa di averle esercitate tutte in tempi, testi e modi diversi. Dopodiché sottopone al lettore un estratto da una traduzione fatta in gioventù analizzandola e rimproverandosi per alcune scelte non del tutto felici. A qualsiasi traduttore può capitare di riprendere in mano vecchi lavori e di volersi sotterrare per aver scritto nefandezze di ogni tipo, ma quanti sarebbero disposti a metterle nero su bianco esponendole anche al giudizio altrui? La Basso non sta dicendo al lettore: “Guarda quanto sono brava”, al contrario. Gli sta dicendo: “Ma tu guarda che cosa diavolo scrivevo quando ero alle prime armi”, e così facendo ci dimostra che traduttori non si nasce, ma si diventa, che esiste un processo attraverso cui bisogna doverosamente passare prima di acquisire gli strumenti giusti per tradurre. Siete all’inizio e rileggere le vostre traduzioni vi deprime? Non demordete. Con il tempo, ed errore dopo errore, troverete la vostra strada. E questo, a nostro avviso, è un insegnamento prezioso.